Drawing outlines no 3

Looking for myself 

2016

Looking for myself  fa parte della serie Drawing outlines. Nel suo lavoro Emanuele spesso si interroga su come il corpo continui oltre i suoi confini fisici nello spazio reale, che implica sia un contesto spaziale, sia un contesto sociale. Questa è una tematica ricorrente che Emanuele esplora con tecniche ed approcci diversi.

Brine buckets

2010

Brine buckets è una installazione ideata per Articulating Change una mostra personale di Emanuele a Stone Squid gallery in Hastings. Proiettati su una superficie bagnata e salina che evoca l’acqua marina prosciugata, i filmati action one & two sembrano galleggiare all’interno dei due secchielli in metallo, a volte rivelando altre celando l’immagine proiettata, l’eco della superficie salina e’ ricreato con del sale posto su due ripiani sopra i secchi.

Breaking down the line

Sketchbook Series 1 to 100 – page 4, 11, 43, 37, 12, 3…

2016

L’opera Sketchbook Series 1 to 100 rianima le pagine vuote di un album da disegno creando sculture temporanee dei movimenti di una danzatrice. Una sorta di tassonomia di gesti, una retorica di movimenti diventano una molteplicità di forme, piani e linee, immagini statiche della stessa azione: piegare la carta.

Immateriality: Possibilities and Experiences Exhibition

action one & two

Spingi & tira

2009

La video installazione action one & two creata per la mostra Uncharted Stories al Triangle Space galleria del Chelsea College of Art, risponde allo spazio triangolare della galleria utilizzando l’angolo piu acuto dello spazio per una proiezione speculare. Action one una visione ingrandita di una sostanza trasparente e gelatinosa, una sorta di macro visione di un micro-mondo che ricorda un mondo organico dove due forme cellualari cercano di distaccarsi.

In Action two, l’immagine di un volto femminile e’ ripreso mentre gonfia fiato fino ad esaurimento lo stesso materilae gelatinoso che piu si ingrandisce piu distorce l’immagine riflessa del suo viso. Action one & two esplora la relazione interiore del soggetto con il mondo esterno.

two but not two

2008

In due ma non due Emanuele continua la sua esplorazione della fluidità della separazione tra il soggetto e il mondo circostante. Ciò che le interessa ha a che fare con l’essere un soggetto, che vive sia in uno spazio privato/ personale che in uno pubblico/inter-relazionale e nella negoziazione tra questi due. Una ricerca presente in molte delle sue opere.

Honey

2008

Il video Honey è una versione di quaranta minuti di un film ripreso in tempo reale per dodici ore dall’alba al tramonto . Il lavoro mostra un numero in continuo aumento di formiche che si avvicinano per mangiare una mappa del mondo disegnata con il miele. Il disegno gradualmente scompare e le formiche rimangono a vagare sperdute sul foglio.

Untitled #1

2008

Milk font/Milk vessel

2007

Milk font/Milk vessel  è nato come risposta specifica alla residenza alla Florence Trust. Appropriandosi dell’iconografia architettonica della Florence Trust, la fonte della chiesa sconsacrata è riempita di latte. La ricca, spessa e vellutata sostanza diventa lo schermo per una proiezione dove il bianco latte e il nero dell’inchiotro mettono in atto una sorta di moto perpetuo, ;a cu contemplazione evoca un senso senza tempo. Il lavoro è stato successivamente adattato e mostrato preso la galleria surface di Notthingham e intotlato Milk Vessel qui il filmato è stato proiettato dentro un contenitore di ghiaccio.

Milk Font è nato come risposta specifica alla residenza alla Florence Trust. Appropriandosi dell’iconografia architettonica della Florence Trust, la fonte della chiesa sconsacrata è riempita di latte. La ricca, spessa e vellutata sostanza diventa lo schermo per una proiezione dove il bianco latte e il nero dell’inchiotro mettono in atto una sorta di moto perpetuo, ;a cu contemplazione evoca un senso senza tempo. Il lavoro è stato successivamente adattato e mostrato preso la galleria surface di Notthingham e intotlato Milk Vessel qui il filmato è stato proiettato dentro un contenitore di ghiaccio.

One of thousands

2007

L’installazione, composta di una video proiezione e un’installazione sonora, è una risposta alla residenza alla Florence Trust. Una proiezione presentata in un stretto corridoio dietro l’organo della chiesa crea uno spazio contemplativo che richiede una visione individuale mentre l’installazione sonora, sfruttando l’acustica dello spazio, crea una dissonanza tra l’ immagine visiva e quella sonora.

Muteness

2007

Nel video Muteness, si assiste a un lento e graduale processo di disfacimento; con l’intervento dell’acqua, le lettere dell’alfabeto si sciolgono e disintegrano sotto gli occhi dello spettatore. La graduale scomparsa della forma e la conseguente immagine astratta creano una visione suggestiva e in continuo cambiamento. L’opera è una forma di riflessione sulla relazione tra caos e ordine e sulla continua attività della mente che costantemente cerca di comprendere il mondo circostante. (brano tratto da un articolo di Kathy Battista)

Draw 2014 Symposium and Exhibition