Honey

2008

Il video Honey è una versione di quaranta minuti di un film ripreso in tempo reale per dodici ore dall’alba al tramonto . Il lavoro mostra un numero in continuo aumento di formiche che si avvicinano per mangiare una mappa del mondo disegnata con il miele. Il disegno gradualmente scompare e le formiche rimangono a vagare sperdute sul foglio.

Muteness

2007

Nel video Muteness, si assiste a un lento e graduale processo di disfacimento; con l’intervento dell’acqua, le lettere dell’alfabeto si sciolgono e disintegrano sotto gli occhi dello spettatore. La graduale scomparsa della forma e la conseguente immagine astratta creano una visione suggestiva e in continuo cambiamento. L’opera è una forma di riflessione sulla relazione tra caos e ordine e sulla continua attività della mente che costantemente cerca di comprendere il mondo circostante. (brano tratto da un articolo di Kathy Battista)

Draw 2014 Symposium and Exhibition

Meltingme

2005

Meltingme, un installazione in tempo reale dove le lettere m e e, create con inchiostro ghiacciato vengono giornalmente fatte sciogliere su carta di riso creando una poetica immagine di loro stesse in movimento, ilvistatore ritorna per scoprire una nuova e diversa relazione mentrel’opera evolve. (estratto da un articolo di GX Jacques)

Quello che resta è una memoria, una traccia della comunicazione avvenuta e il negativo del calco delle lettere sul pavimento. (estratto da un articolo di Lisa Le Feuvre)

Melting alphabet

2006/13

Melting alphabet esplora la materialita’ del linguaggio in relazione a nozioni di movimento e liquidita’. I disegni sono una sorta di stampa del graduale processo di disfacimento delle lettere dell’alfabeto, segni che diventano un indice di un processo e dei suoi cambiamenti.

Light bulbs

2005

L’opera Light Bulbs intende rimandare l’idea delle granate a mano. Le lampadine riempite d’inchiostro colorato accentuano il potenziale rischio di esplosione. L’opera potrebbe intitolarsi, Light Bulbs Attempt at Self-Mastery, un tentativo d’illuminare paure e emozioni dell’inconscio collettivo.

Not I aquarium

2005

Inchiostro allo stato liquido è versato nel calco del testo Not I e lasciato evaporare gradualmente in tempo reale.

Water balls

2003

Una serie di sfere in cera di varie misure parzialmente riempite d’acqua sono sparse per la galleria di Trinity Buoy Wharf pronte per essere raccolte dal visitatore;  un suggerimento sulla natura interattiva del lavoro è indicato nell’etichetta con il titolo dell’opera.

Il principale aspetto di queste sfere è la loro capacità di esistere come forme autonome con una presenza fisica dalla precisione euclidea, ma con una qualità tattile che provoca un forte desiderio di toccarle. La conseguente scoperta di un aspetto interiore modifica in maniera fondamentale il significato dell’opera. . (estratto da un testo di Gerard Wilson)

1 and many concrete balls

2003

L’opera, concepita come interattiva, è stata mostrata in giorni diversi, in due spazi differenti. In una stanza molto piccola dove le sfere formano una superficie quasi solida dove l’esperienza interattiva e’ socievole e giocosa, succesivamente in una stanza più grande dove l’interazione da socievole diventa quasi pericolosa e il rischio di una perdita di equilibrio diventa reale. Durante le interazioni lo scontro delle sfere in movimento sotto i piedi dei visitatori produce un suono che trasforma la percezione della galleria producendo un suono evocativo del suono mare contro gli scogli. (brano tratto da un articolo di Gerard Wilson)

Balancing beam

2001

L’interesse di Emanuele per il movimento e la comunicazione e’ evidente già in queste opere prime. Balancing beam come opera ha una nota autobiografica poiché qui Emanuele reinterpreta quelli che sono gli attrezzi di ginnastica artistica e danza, entrambi parte del suo training originale prima di arrivare alla scultura, per esplorare nozioni di equilibrio e movimento in relazione alla staticità autorevole di certe sculture minimaliste.

Graphics Traces

2014

Graphics Traces e’ una installazione e performance che esamina la relazione tra il disegno e la danza; l’opera e’ site specific e presenta un interazione dell’evento dal vivo e dell’evento documentato sullo schermo. ‘Utilizzando la danza dal vivo, il disegno, l’installazione sonora e la video proiezione, Graphics Traces esplora la danza come rappresentazione grafica, la danzatrice retraccia nello spazio con il gesso i percorsi e le posizioni principali dei suoi movimenti con l’intenzione di esplorare come questi vengano modificati durante l’utilizzo della gestualità e manualità grafica (traduzione da un testo critico di Sarah McLean)

Graphics Traces e’ stato realizzato per acts reacts 2014, un festival di performance e arti visive a Wimbledon Space con la partecipazione di Lauren Bridle danzatrice e fondatrice della compagnia The People Pile.

Acts Re-acts 1 Exhibition