Milk font/Milk vessel

2007

Milk font/Milk vessel  è nato come risposta specifica alla residenza alla Florence Trust. Appropriandosi dell’iconografia architettonica della Florence Trust, la fonte della chiesa sconsacrata è riempita di latte. La ricca, spessa e vellutata sostanza diventa lo schermo per una proiezione dove il bianco latte e il nero dell’inchiotro mettono in atto una sorta di moto perpetuo, ;a cu contemplazione evoca un senso senza tempo. Il lavoro è stato successivamente adattato e mostrato preso la galleria surface di Notthingham e intotlato Milk Vessel qui il filmato è stato proiettato dentro un contenitore di ghiaccio.

Milk Font è nato come risposta specifica alla residenza alla Florence Trust. Appropriandosi dell’iconografia architettonica della Florence Trust, la fonte della chiesa sconsacrata è riempita di latte. La ricca, spessa e vellutata sostanza diventa lo schermo per una proiezione dove il bianco latte e il nero dell’inchiotro mettono in atto una sorta di moto perpetuo, ;a cu contemplazione evoca un senso senza tempo. Il lavoro è stato successivamente adattato e mostrato preso la galleria surface di Notthingham e intotlato Milk Vessel qui il filmato è stato proiettato dentro un contenitore di ghiaccio.

Breaking down the line

Sketchbook Series 1 to 100 – page 4, 11, 43, 37, 12, 3…

2016

L’opera Sketchbook Series 1 to 100 rianima le pagine vuote di un album da disegno creando sculture temporanee dei movimenti di una danzatrice. Una sorta di tassonomia di gesti, una retorica di movimenti diventano una molteplicità di forme, piani e linee, immagini statiche della stessa azione: piegare la carta.

Immateriality: Possibilities and Experiences Exhibition

Drawing outlines no 3

Looking for myself 

2016

Looking for myself  fa parte della serie Drawing outlines. Nel suo lavoro Emanuele spesso si interroga su come il corpo continui oltre i suoi confini fisici nello spazio reale, che implica sia un contesto spaziale, sia un contesto sociale. Questa è una tematica ricorrente che Emanuele esplora con tecniche ed approcci diversi.

Acts of Presence

2.15 Traffic Island

2017

Parte della serie Acts of Presence, 2.15 Traffic Island e’ un opera creata in collaboration con la scrittrice  Alyson Hallett; fa parte di una più ampia serie che sto ancora sviluppando.

Utilizzando una regola auto-imposta due persone operano come se fossero una persona sola: una vede, l’altra sente. Assorbendo cosa avviene attorno a loro ad un crocicchio stradale. Dialoghi interni e percezioni esterne si accavallano e vengono documentate in post production.

Sweeping actions no #1

2017

Incorniciando come momenti coreografici, le azioni del personale addetto alla pulizia e alla sicurezza all’interno del Centro Heydar Aliyev di Zaha Hadid – uno spazio straordinario in un posto incongruo – Sweeping Actions, no #1 contrappone questo ambiente senza tempo con i movimenti lenti, ripetitivi e privi di ispirazione del personale che cammina avanti e indietro senza una meta precisa all’interno dell’edificio durante l’orario di apertura. Definendo queste passeggiate come linee disegnate nello spazio, Emanuele rappresenta questi movimenti come se ci fosse una coreografia orchestrata su un palcoscenico secondo la quale il personale si muove.

Sweeping Actions, no #1 è stato realizzato dopo una residenza presso Yarat Contemporary Art Centre a Baku in Azerbaijan nel 2014; è stato incluso in A History of Drawing, una mostra a Camberwell Space che traccia la storia dell’insegnamento e del disegno al Camberwell College of Arts a cura di Kelly Chorpening.

Graphics Traces

2014

Graphics Traces e’ una installazione e performance che esamina la relazione tra il disegno e la danza; l’opera e’ site specific e presenta un interazione dell’evento dal vivo e dell’evento documentato sullo schermo. ‘Utilizzando la danza dal vivo, il disegno, l’installazione sonora e la video proiezione, Graphics Traces esplora la danza come rappresentazione grafica, la danzatrice retraccia nello spazio con il gesso i percorsi e le posizioni principali dei suoi movimenti con l’intenzione di esplorare come questi vengano modificati durante l’utilizzo della gestualità e manualità grafica (traduzione da un testo critico di Sarah McLean)

Graphics Traces e’ stato realizzato per acts reacts 2014, un festival di performance e arti visive a Wimbledon Space con la partecipazione di Lauren Bridle danzatrice e fondatrice della compagnia The People Pile.

Acts Re-acts 1 Exhibition 

Melting series

2005

Speechless

2006

Stillness

2005

ll video esplora la relazione e l’interdipendenza tra il mondo interiore del soggetto e la realtà esterna. L’opera è una ripresa in tempo reale di un lento trasferimento di inchiostro nero da un contenitore di vetro in acqua. L’immagine pur sembrando a momenti completamente immobile è in continuo cambiamento. L’oggetto gradualmente scompare nel nero, lasciando solo un vago riflesso del mondo circostante.

Black milk

2007