Milk font/Milk vessel

2007

Milk font/Milk vessel  è nato come risposta specifica alla residenza alla Florence Trust. Appropriandosi dell’iconografia architettonica della Florence Trust, la fonte della chiesa sconsacrata è riempita di latte. La ricca, spessa e vellutata sostanza diventa lo schermo per una proiezione dove il bianco latte e il nero dell’inchiotro mettono in atto una sorta di moto perpetuo, ;a cu contemplazione evoca un senso senza tempo. Il lavoro è stato successivamente adattato e mostrato preso la galleria surface di Notthingham e intotlato Milk Vessel qui il filmato è stato proiettato dentro un contenitore di ghiaccio.

Milk Font è nato come risposta specifica alla residenza alla Florence Trust. Appropriandosi dell’iconografia architettonica della Florence Trust, la fonte della chiesa sconsacrata è riempita di latte. La ricca, spessa e vellutata sostanza diventa lo schermo per una proiezione dove il bianco latte e il nero dell’inchiotro mettono in atto una sorta di moto perpetuo, ;a cu contemplazione evoca un senso senza tempo. Il lavoro è stato successivamente adattato e mostrato preso la galleria surface di Notthingham e intotlato Milk Vessel qui il filmato è stato proiettato dentro un contenitore di ghiaccio.

One of thousands

2007

L’installazione, composta di una video proiezione e un’installazione sonora, è una risposta alla residenza alla Florence Trust. Una proiezione presentata in un stretto corridoio dietro l’organo della chiesa crea uno spazio contemplativo che richiede una visione individuale mentre l’installazione sonora, sfruttando l’acustica dello spazio, crea una dissonanza tra l’ immagine visiva e quella sonora.

Muteness

2007

Nel video Muteness, si assiste a un lento e graduale processo di disfacimento; con l’intervento dell’acqua, le lettere dell’alfabeto si sciolgono e disintegrano sotto gli occhi dello spettatore. La graduale scomparsa della forma e la conseguente immagine astratta creano una visione suggestiva e in continuo cambiamento. L’opera è una forma di riflessione sulla relazione tra caos e ordine e sulla continua attività della mente che costantemente cerca di comprendere il mondo circostante. (brano tratto da un articolo di Kathy Battista)

Draw 2014 Symposium and Exhibition

Dotty mask

2015

Originariamente realizzato per WhiteNoise, Dotty Mask ci presenta il volto di Emanuele trasformato in una maschera multicolore. ‘In una performance per la video camera, Emanuele in tempo reale con un gesto lento, ripetitivo ed esperienziale stacca dalla pelle uno ad uno gli adesivi colororati che le coprono il viso, rivelandoci cosi il volto umano, l’origine del segno. Lo spazio del volto per la precisione: il pittogramma vivente, che attaverso lo sguardo segnala il rapporto in flux dell’ esperienza vissuta del singolo con la storia variegata degli altri’. (traduzione dal testo di Joe Graham per il libro d’artista Whitenoise)

Meltingme

2005

Meltingme, un installazione in tempo reale dove le lettere m e e, create con inchiostro ghiacciato vengono giornalmente fatte sciogliere su carta di riso creando una poetica immagine di loro stesse in movimento, ilvistatore ritorna per scoprire una nuova e diversa relazione mentrel’opera evolve. (estratto da un articolo di GX Jacques)

Quello che resta è una memoria, una traccia della comunicazione avvenuta e il negativo del calco delle lettere sul pavimento. (estratto da un articolo di Lisa Le Feuvre)

WhiteNoise

2015

WhiteNoise è una collaborazione tra Greig Burgoyne e Rossella Emanuele, il progetto e’ stato realizzato durante un periodo di residenza e mostra presso il Centre for Recent Drawing (C4RD) a Londra. Una conseguente pubblicazione con scritti interpretative e critici, edito da Marmalade Visual Theory e distribuito da Central Books ha esteso gli aspetti concettuali del progetto in forma di un libro d’artista.

WhiteNoise esplora attraverso la collaborazione la relazione tra il disegno la performance; focalizzandosi in particolare su come il senso dello spazio sia interdipendente dai movimenti del nostro corpo in esso. Attraverso una serie di azioni che utilizzano strategie di ripetizione, di accumulazione e di resistenza, WhiteNoise interpreta il disegno come una azione temporale nello spazio; utilizzando sia le energie che si sviluppano nello spazio della galleria attraverso le interazioni di Burgoyne ed Emanuele sia quelle forze già esistenti all’interno e all’esterno del galleria stessa.

Il progetto è stato finanziato dal Arts Council England (ACE) e dall’ University for the Creative Arts (UCA).

WhiteNoise bookwork

WhiteNoise bookwork texts

Yale University Radio interview 

Central Books

Black milk

2007

Post-it notes dance

2015

Originariamente realizzato per WhiteNoise, Post-it notes dance è un opera originale che Emanuele ha sviluppato in risposta all’utilizzo del materiale da ufficio usato durante il suo progetto collaborativo WhiteNoise. La capacità di attivare i materiali in modi innovativi e performativi è evidente in molte opere di Emanuele, in WhiteNoise ancora una volta, Emanuele trasforma il materiale in un gesto performativo. I post-it notes diventano la Post-it notes dance, un’opera in cui Emanuele ossessivamente cerca di liberarsi dalla appiccicosa vischiosità del materiale; un potente gesto metaforico che risuona con associazioni cariche di significato.

Stillness

2005

ll video esplora la relazione e l’interdipendenza tra il mondo interiore del soggetto e la realtà esterna. L’opera è una ripresa in tempo reale di un lento trasferimento di inchiostro nero da un contenitore di vetro in acqua. L’immagine pur sembrando a momenti completamente immobile è in continuo cambiamento. L’oggetto gradualmente scompare nel nero, lasciando solo un vago riflesso del mondo circostante.

Drawing outlines

2014

Drawing outlines esplora attraverso il disegno la continua negoziazione dello spazio tra il se’ e l’altro, una tematica ricorrente nel lavoro di Emanuele che spesso si interroga sul dove siano i limiti che definiscono i contorni di una persona e dove incomincino quelli dell’altra.

In Drawing outlines due danzatori cercano di deliniare i limiti del proprio corpo ritraccandone i contorni con un un carbonicino, un compito impossibile in movimento perche’ non puo’ essere mai completato.

Drawing outlines e’ stato realizzato per acts reacts 2014, un festival di performance e arti visive a Wimbledon Space, con la partecipazione di Lauren Bridle e Davin King danzatori della compagnia The People Pile.

Acts Re-acts 1 Exhibition