Not I aquarium

2005

Inchiostro allo stato liquido è versato nel calco del testo Not I e lasciato evaporare gradualmente in tempo reale.

Breaking down the line

Sketchbook Series 1 to 100 – page 4, 11, 43, 37, 12, 3…

2016

L’opera Sketchbook Series 1 to 100 rianima le pagine vuote di un album da disegno creando sculture temporanee dei movimenti di una danzatrice. Una sorta di tassonomia di gesti, una retorica di movimenti diventano una molteplicità di forme, piani e linee, immagini statiche della stessa azione: piegare la carta.

Immateriality: Possibilities and Experiences Exhibition

Drawing outlines no 3

Looking for myself 

2016

Looking for myself  fa parte della serie Drawing outlines. Nel suo lavoro Emanuele spesso si interroga su come il corpo continui oltre i suoi confini fisici nello spazio reale, che implica sia un contesto spaziale, sia un contesto sociale. Questa è una tematica ricorrente che Emanuele esplora con tecniche ed approcci diversi.

Acts of Presence

2.15 Traffic Island

2017

Parte della serie Acts of Presence, 2.15 Traffic Island e’ un opera creata in collaboration con la scrittrice  Alyson Hallett; fa parte di una più ampia serie che sto ancora sviluppando.

Utilizzando una regola auto-imposta due persone operano come se fossero una persona sola: una vede, l’altra sente. Assorbendo cosa avviene attorno a loro ad un crocicchio stradale. Dialoghi interni e percezioni esterne si accavallano e vengono documentate in post production.

Sweeping actions no #1

2017

Incorniciando come momenti coreografici, le azioni del personale addetto alla pulizia e alla sicurezza all’interno del Centro Heydar Aliyev di Zaha Hadid – uno spazio straordinario in un posto incongruo – Sweeping Actions, no #1 contrappone questo ambiente senza tempo con i movimenti lenti, ripetitivi e privi di ispirazione del personale che cammina avanti e indietro senza una meta precisa all’interno dell’edificio durante l’orario di apertura. Definendo queste passeggiate come linee disegnate nello spazio, Emanuele rappresenta questi movimenti come se ci fosse una coreografia orchestrata su un palcoscenico secondo la quale il personale si muove.

Sweeping Actions, no #1 è stato realizzato dopo una residenza presso Yarat Contemporary Art Centre a Baku in Azerbaijan nel 2014; è stato incluso in A History of Drawing, una mostra a Camberwell Space che traccia la storia dell’insegnamento e del disegno al Camberwell College of Arts a cura di Kelly Chorpening.

Drawing outlines no 2 – Where do I end and you begin

2017

 Drawing outlines no 2 – Where do I end and you begin?  inizia con questa domanda; tre danzatori delineano i limiti del proprio corpo ritraccandone i contorni; un compito impossibile in movimento che non può essere completato.

Un esplorazione attraverso il disegno della continua negoziazione dello spazio interrelazionale; una tematica ricorrente nel lavoro di Emanuele che spesso si interroga sul come il corpo continui oltre i suoi confini fisici nello spazio reale, che implica sia un contesto spaziale, sia un contesto sociale.

Drawing outlines no 2 e’ stato presentato come una live performance per Draw to Perform 4 at Fabrica Gallery in Brighton in March 2017, un festival di performance e disegno, con la partecipazione di Natasha Hubert, Gina Jamieson, Callum Anderson

Images courtesy of Manja Williams

Photocopier and spinning tops

2002
Una fotocopiatrice portatile, delle trottole con una puntina per disegnare e della carta da stampa A4 sono i materiali utilizzati per l’installazione Photocopier and spinning tops. Nozioni di equilibrio e di movimento  sono esplorate attraverso strategie di ripetizione e acculumazione. Il fugace momento di equlibrio della trottola quando gira e’ ripetutamente registrato con la fotocopiatrice, producendo come una serie di indici dei movimenti di equilibrio.
Photocopier and spinning tops invita il visitatore a diventare parte attiva dell’opera creando nuove e diverse immagini dei movimenti loro stessi; creando così un giocoso scambio tra partecipazione diretta e significato concettuale dell’opera.
Emanuele attualmente ha rivisitato l’opera ed e’ in programma la pubblicazione di un libro d’artista con i disegni realizzati, offrendo così un stato di permanenza e contemplazione di un momento fugace.

Graphics Traces

2014

Graphics Traces e’ una installazione e performance che esamina la relazione tra il disegno e la danza; l’opera e’ site specific e presenta un interazione dell’evento dal vivo e dell’evento documentato sullo schermo. ‘Utilizzando la danza dal vivo, il disegno, l’installazione sonora e la video proiezione, Graphics Traces esplora la danza come rappresentazione grafica, la danzatrice retraccia nello spazio con il gesso i percorsi e le posizioni principali dei suoi movimenti con l’intenzione di esplorare come questi vengano modificati durante l’utilizzo della gestualità e manualità grafica (traduzione da un testo critico di Sarah McLean)

Graphics Traces e’ stato realizzato per acts reacts 2014, un festival di performance e arti visive a Wimbledon Space con la partecipazione di Lauren Bridle danzatrice e fondatrice della compagnia The People Pile.

Acts Re-acts 1 Exhibition 

Balancing beam

2001

L’interesse di Emanuele per il movimento e la comunicazione e’ evidente già in queste opere prime. Balancing beam come opera ha una nota autobiografica poiché qui Emanuele reinterpreta quelli che sono gli attrezzi di ginnastica artistica e danza, entrambi parte del suo training originale prima di arrivare alla scultura, per esplorare nozioni di equilibrio e movimento in relazione alla staticità autorevole di certe sculture minimaliste.

1 and many concrete balls

2003

L’opera, concepita come interattiva, è stata mostrata in giorni diversi, in due spazi differenti. In una stanza molto piccola dove le sfere formano una superficie quasi solida dove l’esperienza interattiva e’ socievole e giocosa, succesivamente in una stanza più grande dove l’interazione da socievole diventa quasi pericolosa e il rischio di una perdita di equilibrio diventa reale. Durante le interazioni lo scontro delle sfere in movimento sotto i piedi dei visitatori produce un suono che trasforma la percezione della galleria producendo un suono evocativo del suono mare contro gli scogli. (brano tratto da un articolo di Gerard Wilson)