Photocopier and spinning tops

2002
Una fotocopiatrice portatile, delle trottole con una puntina per disegnare e della carta da stampa A4 sono i materiali utilizzati per l’installazione Photocopier and spinning tops. Nozioni di equilibrio e di movimento  sono esplorate attraverso strategie di ripetizione e acculumazione. Il fugace momento di equlibrio della trottola quando gira e’ ripetutamente registrato con la fotocopiatrice, producendo come una serie di indici dei movimenti di equilibrio.
Photocopier and spinning tops invita il visitatore a diventare parte attiva dell’opera creando nuove e diverse immagini dei movimenti loro stessi; creando così un giocoso scambio tra partecipazione diretta e significato concettuale dell’opera.
Emanuele attualmente ha rivisitato l’opera ed e’ in programma la pubblicazione di un libro d’artista con i disegni realizzati, offrendo così un stato di permanenza e contemplazione di un momento fugace.

Formations

creare spazio con i gesti

2016

Formations e’ un progetto che esplora la relazione del disegno con la perfomance. Attraverso una serie di workshops I partecipanti della comunità locale del quartiere di Peckham a Londra, iniziano da una passeggiata circolare locale per esplorare, il disegno come attivita’ temporale. Il progetto ha visto i partecipanti coprire zone diverse, impegnndosi in varie attività che utizzavando strategie di ripetizione, di istruzioni e di regole, si sono ripetute per quattro settimane, cosi facilitando l’interazione con la comunità locale.

Settimana 1 – Passeggiare disegnando, guardare o vedere

Settimana 2 –  Camminare conversando

Settimana 3 – Osservazione, ripetizione, riproduzione

Settimana 4 – Linea in movimento; camminata di gruppo

Nella performance finale i partecipanti hanno camminato a piedi lungo un percorso concordato legati fra loro con fasce elastiche di resistenza. In Con una continua negozazione fra di loro e con l’ambinete circostante, I persorsi individuali si devono contunuamente riadattare per lo spostamento con la dinamica del gruppo.

Aperto 16 – Come gesti fanno spazio

Drawing outlines no 2 – Where do I end and you begin

2017

 Drawing outlines no 2 – Where do I end and you begin?  inizia con questa domanda; tre danzatori delineano i limiti del proprio corpo ritraccandone i contorni; un compito impossibile in movimento che non può essere completato.

Un esplorazione attraverso il disegno della continua negoziazione dello spazio interrelazionale; una tematica ricorrente nel lavoro di Emanuele che spesso si interroga sul come il corpo continui oltre i suoi confini fisici nello spazio reale, che implica sia un contesto spaziale, sia un contesto sociale.

Drawing outlines no 2 e’ stato presentato come una live performance per Draw to Perform 4 at Fabrica Gallery in Brighton in March 2017, un festival di performance e disegno, con la partecipazione di Natasha Hubert, Gina Jamieson, Callum Anderson

Images courtesy of Manja Williams

WhiteNoise

2015

WhiteNoise è una collaborazione tra Greig Burgoyne e Rossella Emanuele, il progetto e’ stato realizzato durante un periodo di residenza e mostra presso il Centre for Recent Drawing (C4RD) a Londra. Una conseguente pubblicazione con scritti interpretative e critici, edito da Marmalade Visual Theory e distribuito da Central Books ha esteso gli aspetti concettuali del progetto in forma di un libro d’artista.

WhiteNoise esplora attraverso la collaborazione la relazione tra il disegno la performance; focalizzandosi in particolare su come il senso dello spazio sia interdipendente dai movimenti del nostro corpo in esso. Attraverso una serie di azioni che utilizzano strategie di ripetizione, di accumulazione e di resistenza, WhiteNoise interpreta il disegno come una azione temporale nello spazio; utilizzando sia le energie che si sviluppano nello spazio della galleria attraverso le interazioni di Burgoyne ed Emanuele sia quelle forze già esistenti all’interno e all’esterno del galleria stessa.

Il progetto è stato finanziato dal Arts Council England (ACE) e dall’ University for the Creative Arts (UCA).

WhiteNoise bookwork

WhiteNoise bookwork texts

Yale University Radio interview 

Central Books

Sweeping actions no #1

2017

Incorniciando come momenti coreografici, le azioni del personale addetto alla pulizia e alla sicurezza all’interno del Centro Heydar Aliyev di Zaha Hadid – uno spazio straordinario in un posto incongruo – Sweeping Actions, no #1 contrappone questo ambiente senza tempo con i movimenti lenti, ripetitivi e privi di ispirazione del personale che cammina avanti e indietro senza una meta precisa all’interno dell’edificio durante l’orario di apertura. Definendo queste passeggiate come linee disegnate nello spazio, Emanuele rappresenta questi movimenti come se ci fosse una coreografia orchestrata su un palcoscenico secondo la quale il personale si muove.

Sweeping Actions, no #1 è stato realizzato dopo una residenza presso Yarat Contemporary Art Centre a Baku in Azerbaijan nel 2014; è stato incluso in A History of Drawing, una mostra a Camberwell Space che traccia la storia dell’insegnamento e del disegno al Camberwell College of Arts a cura di Kelly Chorpening.

Stage plans

2014

Le pagine vuote di un libro d’artista rilegato a mano e completamente nero si trasformano in un immaginario palcoscenico. Stage plans riproduce con disegni grafici che utilizzano le regole del sistema  per notazioni coreografiche Banesh, una selezione di formazioni dei danzatori sul palcoscenico durante lo Schiaccianoci di Chaikovsky e durante il Giovane Apollo di Britten. Il visitatore e’ invitato a sfogliare il libro mentre ascolta al suono registrato dei passi dei danzatori sul palcoscenico.

Il pubblico e il privato si alternano durate la visione di quest’opera: dal momento pubblico della performance al momento di contemplazione e di ascolto individuale del visitatore nella galleria. Il lavoro conseguentemente si e’ evoluto in un formato digitale ed e’ disponibile online; il pubblico e il privato si alternano di nuovo: dal momento pubblico della pubblicazione online al momento di ricezione individuale questa volta attraverso lo schermo di un computer.

Il libro d’artista utilizzato per Stage plans e’ un opera rilegata a mano da Denise Hawrysio; l’ installazione composta dal libro e dalla installazione sonora, e’ stata creata originariamente per Book Act un progetto  di  AMBruno per Performing the Book presso The Tetley in Leeds; l’opera e’ stata poi presentato con Graphic Traces per acts/reacts 2014 a Wimbledon Space.

Stage Plans digital version

Acts of Presence

2.15 Traffic Island

2017

Parte della serie Acts of Presence, 2.15 Traffic Island e’ un opera creata in collaboration con la scrittrice  Alyson Hallett; fa parte di una più ampia serie che sto ancora sviluppando.

Utilizzando una regola auto-imposta due persone operano come se fossero una persona sola: una vede, l’altra sente. Assorbendo cosa avviene attorno a loro ad un crocicchio stradale. Dialoghi interni e percezioni esterne si accavallano e vengono documentate in post production.

Drawing outlines

2014

Drawing outlines esplora attraverso il disegno la continua negoziazione dello spazio tra il se’ e l’altro, una tematica ricorrente nel lavoro di Emanuele che spesso si interroga sul dove siano i limiti che definiscono i contorni di una persona e dove incomincino quelli dell’altra.

In Drawing outlines due danzatori cercano di deliniare i limiti del proprio corpo ritraccandone i contorni con un un carbonicino, un compito impossibile in movimento perche’ non puo’ essere mai completato.

Drawing outlines e’ stato realizzato per acts reacts 2014, un festival di performance e arti visive a Wimbledon Space, con la partecipazione di Lauren Bridle e Davin King danzatori della compagnia The People Pile.

Acts Re-acts 1 Exhibition

Drawing outlines no 3

Looking for myself 

2016

Looking for myself  fa parte della serie Drawing outlines. Nel suo lavoro Emanuele spesso si interroga su come il corpo continui oltre i suoi confini fisici nello spazio reale, che implica sia un contesto spaziale, sia un contesto sociale. Questa è una tematica ricorrente che Emanuele esplora con tecniche ed approcci diversi.

NaCl studies/Sodium chloride

2012

NaCL studies/Sodium chloride e’ un progetto di ricerca interdisciplinare sviluppato in collaborazione con il dipartimento di fisica dell’Università di Torino durante una residenza presso il dipartimento scientifico del Centro di conservazione e di restauro la Venaria Reale. Il focus della ricerca è stato l’utilizzo di attrezzature scientifiche al fine di rappresentare visivamente i processi di trasformazione della materia non visibili ad occhio nudo.

Le tecnologie scientifiche messe al servizio della produzione artistica hanno permesso un esplorazione del processo di formazione dei cristalli di sale con un microscopio ottico e attraverso l’utilizzo della tecnologia sem, un micropscopio specializzato che visualizza i movimenti di trasformazione a livello degli elettroni.

Sodium Chloride, il nome scentifico per il sale, e’ un materiale ricorrente nel lavoro di Emanuele, materiale ordinario che ha la capacita’ di trasformarsi attraverso un continuo porcesso di dissoluzione e cristallizazione.